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martes, 16 de agosto de 2016

Walking for Peace





Camminando per la Pace
Un gesto semplice ma profondo che ha riacceso in me la speranza di un mondo nuovo nell'unità.  "Insieme": scout di Genova e Padova, giovani di diverse nazioni e missionari abbiamo camminato per la pace. L'obiettivo non era fare tanti chilometri, ma fare il pellegrinaggio interiore verso la pace con se stesso e l'impegno per costruire legami veri e profondi con gli altri non ostante la diversità. Anzi, è stata proprio la bellezza della diversità tra di noi (cristiani e musulmani di 9 nazione diverse) il luogo della presenza di Dio che sogna una umanità unità.  Magari nessun giornale condividerà questa iniziativa ma noi ci crediamo e continueremo a camminare per la pace e a costruire ponti di fratellanza universale.  Di fato un momento molto significativo è stato quando siamo arrivati al ponte di Boccasette, lì in un momento di preghiera ci abbiamo stretto le mani e abbiamo fatto un ponte umano con il desiderio di abbattere i muri degli pregiudizi, dell'odio, della violenza. E così presi dalle mani, stranieri e italiani, rifugiati e scout, fratelli tutti, abbiamo attraversato il ponte, abbiamo vinto l'acqua dell'indifferenza e siamo arrivati alla Chiesa di Boccasette dove abbiamo celebrato la Messa per la Pace.  Dopo la colazione siamo andati in spiaggia per celebrare la nostra amicizia e anche lì in mezzo a tantissima gente essere un segno di come l'accoglienza del diverso non è una minaccia ma una ricchezza. 





Caminando por la Paz


Un gesto simple pero profundo que ha enardecido en mi corazón la esperanza de un mundo nuevo en la unidad. "Juntos": scout de Padua, Genova, jóvenes de diferentes naciones y misioneros hemos caminado por la paz. El objetivo no era la cantidad de kilómetros sino la calidad del peregrinaje interior hacia la paz y el compromiso de construir relaciones verdaderas y profundas con los demás, non obstante la diversidad. De hecho, ha sido justo la belleza de la diversidad entre nosotros (cristianos y musulmanes de 9 naciones diferentes) el lugar de la presencia de Dios que sueña una humanidad unida.  Tal vez ningùn periódico compartirá esta iniciativa, pero nosotros seguimos creyendo y continuaremos a caminar por la paz y a construir puentes de fraternidad universal.  De hecho, un momento muy significativo ha sido cuando llegamos al puente del pueblo de Boccasette, allí en un momento de oración nos hemos tomado de la mano y hemos construido un puente humano con el deseo de derrumbar los muros del prejuicio, el odio y la violencia.  Y así, tomados de la mano: italianos y extranjeros, scouts y refugiados, hermanos todos, hemos atraversado el puente, hemos ido más allá del agua de la indiferencia y hemos llegado a la Iglesia de Boccasette donde hemos celebrado la Misa por la Paz. Después del desayuno hemos ido a la playa para celebrar nuestra amistad y allí en medio a tantas personas hemos sido un signo de como la acogida del extranjero no es un peligro si no una riqueza.


Mira todas las fotos.







jueves, 7 de julio de 2016

Ramadan


Pranzo in "famiglia"

Ieri ho vissuto un profondo incontro con i nostri fratelli musulmani che ci hanno invitato a casa loro per il pranzo di festa per la conclusione del mese di Ramadan.
Riso, "sauce" e carne di agnello...., e "aranciata" per fare festa è stato il menù.  Con bei sorrisi servono il riso per ciascuno, hanno preparato in abbondanza, dopo la salsa speciale (un po' piccante per me, ma molto buona), e finalmenete l'agnello che si vedeva preparato con attenzione.

Pochi minuti dopo si sente una voce che viene dalla porta:
"Salam Aleikum" e attorno a me sento rispondere al unisono "Aleikum Salam".  (Questo è il saluto tipico dei musulmani quando entrano in una casa: "La pace sia con te"... "con te sia la pace", è la risposta). È uno dei giovani rifugiati musulmani accolti in un altro centro che è venuto per celebrare con noi. Un giovane ivoriano che stava per iniziare a mangiare letteralmente si toglie il piatto da davanti e lo da a questo fratello nigeriano appena arrivato.

Continua il pranzo e mi commuovo ancora una volta vedendo come i rifugiati cristiani si univano alla gioia dei loro compagni musulmani.  è difficile spiegare in parole la sensazione, di vivere qualcosa di quotidiano ma cogliere che c'è dietro una profondità di senso.

Eravamo in 17, di sette nazione diverse, cristiani e  musulmani... un solo tavolo: Accoglienza, fraternità, gioia, essere famiglia insieme...  Questo pranzo non farà notizia, ma quello che abbiamo vissuto insieme è un piccolo segno di fraternità universale.

Ad ogni fratello musulmano faccio gli auguri di buona festa con il desiderio che questo mese di preghiera e digiuno per incontrarsi con il Dio Clemente e Misericordioso sia fortezza e luce per ogni giorno dell'anno.




Almuerzo en Familia

Ayer he vivido un profundo encuentro con nuestros hermanos musulmanes que nos han invitado a su casa para el almuerzo de fiesta por la conclusión del mes de Ramadan.
Arroz, salsa y carne de cordero... y refresco con sabor a china (tipo fanta) que es su favorito. Estaban muy contentos y con una sonrisa de oreja a oreja sirvieron el arroz a cada uno, luego la salsa y finalmente la carne, un plato muy abundante y generoso.
Algunos minutos después se escucha una voz que viene de la puerta: "Salam Aleikum" y de mi alrededor se escucha la respuesta al unísono: "Aleikum Salam".  (Es el saludo típico de los musulmanes cuando entran a una casa: "La paz sea contigo"... "contigo sea la paz". Era uno de los jóvenes refugiados de Nigeria que venía de otro centro de acogida para celebrar junto a nosotros. Un joven de la Costa de Marfil, literalmente se quita el bocado de la boca y le da su plato al nuevo huesped.
El almuerzo continúa y me conmuevo viendo como los refugiados cristiano se unían al gozo de sus compañeros musulmanes.  Es difícil explicar en palabras la sensación de vivir algo cotidiano pero darte cuenta al mismo tiempo que estás viviendo una cosa importante y con gran significado.

17 personas de 7 naciones diversas, cristanos y musulmanes... una sola mesa: Acogida, fraternidad, gozo, ser familia juntos... Este almuerzo no aparecerá en los periódicos, pero lo que hemos vivido es un pequeño signo de fraternidad universal.
A cada hermano musulmán les felicito, deseándoles una buena fiesta de conclusión de Ramadán. Qué este mes de oración y ayuno para encontrarse con el Dios Clemente y Misericordioso sea fortaleza y luz para cada día del año.

jueves, 26 de mayo de 2016

50. Ojos - Occhi - Eyes

“Gli occhi sono lo specchio dell'anima”


Così dice un vecchio proverbio che ci sarebbe molto utile davanti alle scelte che stiamo affrontando: aprire o chiudere le frontiere, accogliere o respingere, incontrare o marginare.  Queste scelte a livello nazionale li dobbiamo affrontare anche ciascuno di noi, ormai la presenza di stranieri non è una possibilità è una realtà ed è importante che io mi chieda con quale atteggiamento voglio vivere.  Voglio costruire “muri” che mi dividono da coloro che sono stranieri, diversi: per il colore della pelle, la religione, la nazione di origine.. ? o voglio costruire “ponti” guardando negli occhi per trovare un “anima” come la mia, con la stessa dignità.
Amnesty Poland ha fatto un piccolo “esperimento” per vedere se il vecchio proverbio è vero.  Loro hanno invitato rifugiati ed europei a sedersi gli uni davanti agli altri, guardandosi negli occhi per 4 minuti.  Questo video ci svela cosa è accaduto dopo.



Tanti vogliono dire la sua sui rifugiati, ma prima di giudicare ti invitiamo a guardare, conoscere, dialogare…
Solo quando ti siedi di fronte a una persona e la guardi negli occhi, non vedi più un rifugiato anonimo, uno dei migranti, ma vedi la persona, l'essere umano davanti a te, proprio come te - che ama, sogna, soffre...
Se anche tu vuoi #GuardareOltreiConfini contattaci.


“Los ojos son el espejo del alma” …


Así dice un viejo proverbio que si escucharamos hoy nos ayudaría mucho.  En un contexto en el cual cada vez más se quiere crear muros que dividen a aquel que es diferente de mí: por su nación, color de piel, religión… si guardamos con profundidad encontraremos un “alma” como la mía, con la misma dignidad.
Amnesty Poland ha hecho un pequeño “esperimento” para ver si el conocido proverbio es verdad. Ellos han invitado a refugiados y europeos a sentarse uno delante del otro, mirándose en los ojos durante 4 minutos. En este video comparten la profunda experiencia de encuentro.
Antes de juzgar a un desconocido, a un extranjero, a uno diferente de ti te invito a observar, conocer, dialogar… Solamente cuando te sientas delante de una persona y la miras en los ojos esta dejará de ser un número, un anónimo y comprenderás que es una persona, un ser humano como tú y yo– que ama, sueña, sufre…

#MasAlladelasFronteras


“The eyes are the mirror of the soul”…

Says an old proverb that would be very important to remember in a time when so many people are judged not “by the content of their character” but “by the color of the skin” by the religion he professes, from what makes him different or unique. If we would only look closer we would find a “soul” like mine, with the same dignity.
Amnesty Poland has made a small “experiment”, to see if the old proverb was right. They invited refugees and Europeans to sit in front of each other looking at each for four minutes.  In this video they share the profound encounters that where lived.
It’s easy to judge migrants or people that are different from us, but before judging I invite you to observe, get to know, speak to… Only when you seat in from of someone and look him in the eyes you will stop seeing a number and start seeing a person, a human being like you and me – who loves, dreams and suffers.

#LookBeyondBorders 


martes, 10 de mayo de 2016

49. Armamenti e rifugiati


Sai quante armi esporta l'Italia? Sai a chi esporta le armi?
Alcuni giorni fa è stata resa pubblica la relazione annuale con i dati.  Nel 2015 l'export di armi da guerra italiane è stato 8,2 miliardi di euro!!!
Non possiamo far finta di non sapere che le armi che inviamo ad altre nazioni vengono utilizzate per distruggere e uccidere Quanta responsabilità abbiamo noi del fatto che ci siano tante guerre nel mondo, e quindi anche tanti rifugiati? Tante lamentele per i rifugiati che arrivano in Italia, ma sull'esportazione di armamenti italiani si fa silenzio.  Le nostre azioni hanno conseguenze. Come dice questa immagine: "Se esporti armamenti dopo non lamentarti se importi rifugiati".  

Alcuni giorni fa uno dei richiedenti asilo spiegava ai giovani italiani: "Io non sono pericoloso, sono in pericolo".  
Perché sono "pericolosi" gli stranieri che arrivano qui, ma non sono "pericolose" le arme che esportiamo e uccidono tante persone?

Non rimanere indifferente, informati  e condivide questa informazione con altri!!! http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/LItalia-triplica-lexport-di-armi-.aspx



Armas y Refugiados
Hace unos días se presentó el informe anual de la exportación de armas italianas.  8.2 billones de euro, triplicando el total del 2014. 
En el 2014 los Estados Unidos de América exportó un total de 36.2 billones de dólares de armas!!! 
No nos tapemos los ojos, las armas solo sirven para destruir y matar. Nuestras acciones tienen consecuencias importantes.  ¿Cuánta responsabilidad tenemos de las guerras que hay en el mundo... si continuamos a enviar armas para que se perpetúen las guerras? Y después nos lamentamos si la gente escapa de su tierra y migra. 
La imagen dice: "Si exportas armas, después no te lamentes si importas refugiados."

¡No a la producción y a la venta de armas! #‎PazyDignidadParaTodos

viernes, 5 de febrero de 2016

48. Ojos abiertos - Occhi aperti

"GRACIAS PORQUE NOS HAN ABIERTO LOS OJOS"



En los últimos 3 años ha aumentado el número de personas que llegan a Italia atraversando el Mar Mediterráneo en pequeños botes. Los medios de comunicación, lamentablemente instrumentalizan la situación y no comparten toda la información, de otra parte hay tantas personas que repiten comentarios racistas o cosas que simplemente no son verdad.




Es así que estamos visitando algunas escuelas para dar voz a los refugiados para que puedan explicar el viaje tan duro que han afrontado y para que los estudiantes puedan ver que son jóvenes normales, como ellos, con sueños y proyectos para el futuro, con el deseo de construir amistades en esta nueva tierra.  Issah, un joven del Ghana que se encuentra en Italia desde hace 7 meses,  compartió la historia de su viaje pasando el desierto del Sahara, la guerra en Libia y el Mar Mediterráneo

Al final del encuentro unas jóvenes se acercaron y dijeron: "Gracias porque nos han abierto los ojos" y con entusiasmo e interés continuaron a dialogar con Issah y con otros 4 refugiados presentes. Regresando a casa, uno de los refugiados me dijo con una gran sonrisa: "I am very happy, today we have met new friends" (Soy muy feliz, hoy he conocido nuevos amigos). Una frase sencilla, pero que viniendo de una persona que normalmente se encuentra marginada en un centro de acogida con poco contacto con  la gente del pueblo es signo de esperanza y de inclusión social. 


"GRAZIE PERCHE CI AIUTATE AD APRIRE GLI OCCHI"

La testimonianza di Issah - giovane del Ghana richiedente asilo - ha colpito gli oltre 200 studenti dell’Istituto Tecnico Industriale F. Viola di Adria, riuniti in Assemblea. Durante il racconto del duro viaggio per attraversare il deserto e il Mediterraneo, Issah ha ricevuto un ascolto profondo e silenzioso. Anche quattro giovani della Nigeria e del Gambia, accolti nel Centro di Sant’Anna di Chioggia, hanno accompagnato Issah nella scuola.
Durante la mattinata, ho condiviso i numeri reali dell’immigrazione e dei rifugiati in Italia e nel mondo, aiutando a spazzar via dalla mente di tanti quei luoghi comuni alimentati e amplificati da una falsa informazione.


Elena Favaretto, operatrice di “Intrecciati” (Progetto di Ospitalità Rifugiati della Diocesi di Chioggia), ha condiviso la propria esperienza e quella del progetto in cui è coinvolta da vari mesi.
Alla fine dell’incontro vari studenti si sono avvicinati ai relatori per far domande e approfondire l’argomento. Una giovane ha ringraziato dicendo: “Grazie perché ci aiutate ad aprire gli occhi.” Altri si sono interessati e offerti per un possibile servizio di volontariato.
L’incontro di sensibilizzazione avvenuto ad Adria è parte del lavoro che la Comunità Missionaria di Villaregia svolge nel territorio, in collaborazione con “Intrecciati”. Scopo degli incontri nelle scuole è quello di informare sulla situazione dei rifugiati, promuovere l’integrazione e l’inclusione sociale.


Per conoscere di più o per programmare un incontro presso le scuole: 
progetto.rifugiati@caritaschioggia.it 
http://www.intrecciatichioggia.blogspot.it/

domingo, 17 de enero de 2016

47. A mis hermanos migrantes y refugiados

A MIS HERMANOS MIGRANTES Y REFUGIADOS


En la jornada del migrante y del refugiado comparto un saludo especial con mis hermanos puertorriqueños que han migrado hacia Estados Unidos y otras naciones. Al mismo tiempo recuerdo con afecto a mis hermanos peruanos, mexicanos, salvadoreños, guatemaltecos, venezolanos, cubanos, estadounidenses... y a todos los migrantes y refugiados.
Como migrantes que somos llevamos en el corazón la nostalgia del pasado, de la tierra que nos vio nacer, los recuerdos de la niñez, el gusto de nuestra comida típica y de nuestra música.
A mis hermanos de la diáspora boricua que extrañamos el arroz con gandules, el pernil y el coquito, el canto del coquí y las playas de la Isla del Encanto... desde lejos cantamos: “Yo sería borincano aunque naciera en la luna”..., por más tiempo que vivamos lejos de Puerto Rico no hay quien nos quite “la mancha de plátano”.
A mis hermanos peruanos..., tantos de ustedes migraron desde Ayacucho y de tantas partes de la sierra buscando una vida mejor para su familia en la capital. Tuve la bendición de vivir junto a ustedes 6 años en la periferia de Lima, soñando junto a ustedes una vida digna para cada persona, una oportunidad de estudio para cada niño y cada joven, una sociedad más justa en la cual los jóvenes no sean víctima de la violencia de las pandillas sino que tenga la oportunidad de formarse para servir a su pueblo trabajando.
A mis hermanos mexicanos, salvadoreños, venezolanos, guatemaltecos, cubanos... Recuerdo con afecto la acogida que me han brindado, la fraternidad universal que nos ha unido. Llevo en el corazón la historia de tantos de ustedes que sufren porque su papá u otro familiar ha tenido que migrar para dar más posibilidades a la familia. Recuerdo el llanto de algunos jóvenes que se sentían abandonados, olvidados y la impotencia de no poder hacer nada.
A mis hermanos estadounidenses, yo fui concebido en Connecticut y migré junto a mis padres, o mejor dicho, aún dentro del vientre de mi madre, hacia Puerto Rico, donde nací y crecí. Hermano, no te olvides que tu también fuiste migrante, no rechaces al extranjero, como no te gusta que te rechacen a ti. No permitas que algunos siembren miedo dentro de ti robándote la alegría de acoger. Tu identidad no se fortalece construyendo muros, lanzando bombas o marginando a los demás, tu grandeza se mide por la apertura de tu corazón.
Hermanos todos, que conocemos la dificultad de dejar la patria y de insertarnos en una realidad nueva y desconocida,...
Hermano, si haz llegado a tu meta no descanses todavía hasta que todos lleguen a la suya...
Recuerda a tantos hermanos refugiados que escapan de la guerra, de la violencia y también del hambre y la miseria...
Que las puertas de nuestro corazón permenezcan siempre abiertas para acoger a cada extranjero,...
para reconocer en cada persona un hermano....
Usemos nuestra inteligencia y nuestros valores,...
aquellos que hemos aprendido de nuestros padres y abuelos,...
para construir juntos un mundo más justo donde reine la paz,...
donde cada ser humano pueda vivir con dignidad.
“Caminante no hay camino... se hace camino al andar.”
Queridos hermanos migrantes, en este día me uno a las palabras de Papa Francisco y desde Italia les envío un abrazo y una oración... hasta el día que nos volvamos a encontrar aquí en la tierra... o en Dios, nuestra Patria.
“Queridos hermanos y hermanas emigrantes y refugiados. En la raíz del Evangelio de la misericordia el encuentro y la acogida del otro se entrecruzan con el encuentro y la acogida de Dios: Acoger al otro es acoger a Dios en persona. No se dejen robar la esperanza y la alegría de vivir que brotan de la experiencia de la misericordia de Dios, que se manifiesta en las personas que encuentran a lo largo de su camino. Los encomiendo a la Virgen María, Madre de los emigrantes y de los refugiados, y a san José, que vivieron la amargura de la emigración a Egipto. Encomiendo también a su intercesión a quienes dedican energía, tiempo y recursos al cuidado, tanto pastoral como social, de las migraciones. Sobre todo, les imparto de corazón la Bendición Apostólica.” PAPA FRANCISCO
Para leer todo el mensaje: https://w2.vatican.va/content/francesco/es/messages/migration/documents/papa-francesco_20150912_world-migrants-day-2016.html


TO MY REFUGEES AND MIGRANTS BROTHERS

To all my friends from near and far. In this day that we remember all refugees and migrants I want to thank God because our journeys here on earth have met. In you I have found God's Mercy. I do not know if our paths will meet again, but I ask God that he may continue to bless you in the pilgramage of life, until we all meet again one day in heaven.
I share with you this beautiful message from Pope Francis:
"Dear brothers and sisters, migrants and refugees! At the heart of the Gospel of mercy the encounter and acceptance by others are intertwined with the encounter and acceptance of God himself. Welcoming others means welcoming God in person! Do not let yourselves be robbed of the hope and joy of life born of your experience of God’s mercy, as manifested in the people you meet on your journey! I entrust you to the Virgin Mary, Mother of migrants and refugees, and to Saint Joseph, who experienced the bitterness of emigration to Egypt. To their intercession I also commend those who invest so much energy, time and resources to the pastoral and social care of migrants. To all I cordially impart my Apostolic Blessing."
Pope Francis - MESSAGE OF HIS HOLINESS POPE FRANCIS
FOR THE WORLD DAY OF MIGRANTS AND REFUGEES 2016
[January 17, 2016]
“Migrants and Refugees Challenge Us. The Response of the Gospel of Mercy”
To read all the message: https://w2.vatican.va/content/francesco/en/messages/migration/documents/papa-francesco_20150912_world-migrants-day-2016.html


NELLA GIORNATA DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO

Mi unisco alle parole di Papa Francesco in occasione della Giornata del Migrante e del Rifugiato. Grazie ad ogni fratello rifugiato e a ogni volontario che ha donato tempo, forze, amore nell'accoglienza per "intrecciarci".
"Cari fratelli e sorelle migranti e rifugiati! Alla radice del Vangelo della misericordia l’incontro e l’accoglienza dell’altro si intrecciano con l’incontro e l’accoglienza di Dio: accogliere l’altro è accogliere Dio in persona! Non lasciatevi rubare la speranza e la gioia di vivere che scaturiscono dall’esperienza della misericordia di Dio, che si manifesta nelle persone che incontrate lungo i vostri sentieri! Vi affido alla Vergine Maria, Madre dei migranti e dei rifugiati, e a san Giuseppe, che hanno vissuto l’amarezza dell’emigrazione in Egitto. Alla loro intercessione affido anche coloro che dedicano energie, tempo e risorse alla cura, sia pastorale che sociale, delle migrazioni. Su tutti imparto di cuore la Benedizione Apostolica." - FRANCESCO

Per leggere tutto il messaggio: https://w2.vatican.va/content/francesco/it/messages/migration/documents/papa-francesco_20150912_world-migrants-day-2016.html

martes, 29 de diciembre de 2015

46. Santos Inocentes - Santi Innocenti Martiri



 Los Santos Inocentes de hoy

El 28 de diciembre recordamos el martirio de “los Santos Inocentes”, los niños asesinados por Herodes.  Todos nos escandalizamos cuando leemos que este gobernante mandó a matar a tantos niños inocentes con tal de preservar su poder*. ¿Cómo es posible que haya cometido una atrocidad de ese tipo? Tal vez nos preguntamos:  ¿Quién fue capaz de obedecer una orden así de inhumana?  ¿Cómo es posible que la gente lo permitiera? 

Han pasado más de 2,000 años y parece que nos hemos olvidado del pasado, o que no tengamos el valor de reflexionar con criticidad sobre lo que está ocurriendo en el mundo hoy, porque la historia lamentablemente se está repitiendo...

En el 2015, más de 700 niños han muerto tratando de atraversar el Mar Mediterráneo para llegar a Europa. 
Tal vez dentro de algunos años serán las generaciones futuras a preguntarse ¿Cómo es posible que la gente lo permitiera? 
No permanezcamos indiferentes, no seamos complices de la muerte de tantos migrantes. Qué se eleve nuestro llanto ante Dios por estas vidas y que se eleven nuestras voces antes los oídos de nuestros gobernantes y legisladores para renovar las leyes internacionales sobre la migración, y para construir un mundo más justo para todos.
Ningún humano es clandestino, todos hemos nacido en el mismo planeta y tenemos la misma dignidad.

*("Entonces Herodes, al ver que había sido burlado por los magos, se enfureció terriblemente y envió a matar a todos los niños de Belén y de toda su comarca, de dos años para abajo, según el tiempo que había precisado por los magos.
Entonces se cumplió el oráculo del profeta Jeremías:
Un clamor se ha oído en Ramá, mucho llanto y lamento: es Raquel que llora a sus hijos, y no quiere consolarse, porque ya no existen. Mateo 2, 16-18)
**La idea de este blog la tomé de un artículo de Camilo Ripamonti en italiano:  http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/CHI-OGGI-ERODE-.aspx

I Santi Innocenti di oggi

Il 28 dicembre si ricordano i Santi Innocenti Martiri, i bambini uccisi da Erode.*  Tutti ci scandalizziamo quando leggiamo che questo governante ordinò uccidere tantissimi bambini innocenti, cercando ostinatamente di rimanere nel potere. Come è possibile che abbia portato avanti quest’atrocità?  Magari ci chiediamo: Chi è stato capace di obbedire un ordine così disumano?  Come è possibile che la gente lo abbia permesso?
Sono passati più da 2,000 anni e sembra che ci siamo dimenticati dal passato, o al meno che non abbiamo il coraggio di riflettere con criticità su quello che sta accadendo nel mondo di oggi, perché la storia, purtroppo, si sta ripetendo...
Nel 2015, più di 700 bambini sono morti cercando di attraversare il Mare Mediterraneo per arrivare nell’Europa. Magari fra alcuni anni, le prossime generazioni se chiederanno: Come è possibile che la gente lo abbia permesso?
Non rimaniamo indifferenti, non siamo complici dalla morti di tanti migranti.  Che il nostro pianto se innalzi a Dio per queste vite, e che le nostri voci si innalzino fino alle orecchie dei nostri governanti e legislatori per rinnovare le leggi internazionali sulla migrazione, e per costruire un mondo più giusto per tutti.
Nessun umano è clandestino, tutti siamo nati nello stesso pianeta e abbiamo la stessa dignità.

*“Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.  Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più .” (Matteo 2, 16-18)