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domingo, 14 de septiembre de 2014

13. "God is good all the time"

13. "Dios es bueno todo el tiempo"

Ese mismo domingo por la tarde, (cf. blog 12) Alessio, el hijo de Andrés, propietario del albergue de Porto Viro donde están acogiendo a 48 refugiados de diversos países de África, trae a nuestro centro misionero a cuatro refugiados, que son cristianos, tres de ellos son protestantes y uno católico.  Los demás son musulmanes y están en esta época viviendo el Ramadán. Por eso se detienen cinco veces al día para rezar y ayunan desde el amanecer hasta el atardecer.



Viendo a sus compañeros musulmanes, estos 4 cristianos deciden vivir con más intensidad y profundidad la oración.  Ya desde hace un tiempo  se habían comenzado a rezar juntos todas las mañanas, pero hoy, domingo, han querido venir para rezar conmigo. Imprimo otras hojas con las lecturas del día en inglés y vamos a la capilla.  Uno de ellos lee la primera lectura que narra como Pedro había sido liberado de la cárcel gracias a un ángel.   Otro lee el Evangelio y luego compartimos aquello que la Palabra nos ha dicho personalmente.  “It’s talking about us” (está hablando sobre nosotros) dice uno de ellos y uno tras otro comentan como ellos se han sentido “liberados” por Dios que los ha acompañado hasta esta nueva tierra. “There is nothing God cannot do” (“No hay nada que Dios no pueda hacer”).  Cada uno hace oraciones espontáneas, agradeciendo a Dios e intercediendo por tantas necesidades, incluyendo sus familiares en África y por tantos migrantes que están cruzando el mar. 

Al salir de la capilla nos encontramos con las cinco jóvenes eritreas que, acompañadas por la misionera Giovanna, están haciendo la “segunda llamada” para contactar familiares y amigos en Europa y coordinar la próxima etapa de su viaje.  (cf. Blog 10)  Los 4 cristianos saludan a las jóvenes eritreas y comienzan a hablar en inglés con ellas. A pesar de que son de países distintos, hay una sintonía espontánea por el hecho de ser refugiados.  Hablando de cómo Dios les ha salvado, uno de ellos dice: “God is good all the time” (Dios es bueno todo el tiempo) y explica cómo, sea en los momentos alegres como en los difíciles, Dios está a nuestro lado y es bueno con nosotros. 

Gracias Señor, por la confianza que estos hermanos tienen en ti.  Gracias, porque han sabido reconocer que Tú estás siempre a nuestro lado y que aun cuando las cosas no van como nosotros pensamos o queremos, “You are good all the time” (Tú eres bueno en todo momento- y en toda situación).  Ayúdame a no tener miedo ante las dificultades de la vida, porque nada es imposible para ti. (Como dice la canción de la hermana Glenda ). 

Ayúdame a recordar que Tú eres Señor de la historia y que mi vida está en tus manos.




13.“Dio è buono in ogni momento”

Questa stessa domenica nel pomeriggio (cf. blog 12),  Alessio, figlio di Andrea, proprietario dell’albergo di Porto Viro che sta accogliendo altri 48 rifugiati di diverse nazioni dell’Africa, ne porta quattro nel nostro centro missionario, che sono gli unici cristiani (tre di loro sono protestanti e uno cattolico), mentre gli altri 44 sono musulmani e in questo periodo stanno vivendo il Ramadan. Per questo si fermano a pregare cinque volte al giorno e fanno digiuno dal sorgere del sole al tramonto (quindi non mangiano né bevono acqua dalle cinque del mattino fino alle nove di sera). 

Guardando i loro compagni musulmani i nostri quattro cristiani decidono di vivere con più intensità e profondità la preghiera.  Già da tempo pregano insieme tutte le mattine, ma oggi, domenica, scelgono di pregare insieme a me. 
Stampo altri fogli con le letture del giorno in inglese e andiamo in cappella.  Uno di loro legge la prima lettura che racconta come Pietro viene liberato dal carcere.  Un altro legge il Vangelo, e condividiamo quello che la parola ci ha detto.“It’s talking about us” (“Sta parlando di noi”), dice uno di loro e uno dopo l’altro commentano come hanno sperimentato che Dio li “liberava” perché li aveva accompagnati fino a questa nuova terra.  “There is nothing God cannot do” aggiunge uno di loro (“Non c’è niente che Dio non possa fare”).  Poi ciascuno esprime preghiere spontanee, ringraziando Dio e intercedendo per i loro famigliari in Africa e per tanti migranti che stanno attraversando il mare.

Uscendo dalla cappella ci troviamo con le cinque donne eritree che, accompagnate da Giovanna, una missionaria, stanno facendo la “seconda chiamata” per contattare famigliari e amici in Europa e coordinare la prossima tappa del loro viaggio (Cf. blog 10).  Mi accorgo che i quattro giovani si avvicinano con spontaneità e fiducia alle donne eritree.  Certamente anche il colore della pelle a volte aiuta per sentirsi famiglia!  Si salutano e cominciano a parlare in inglese.  Malgrado provengano da nazioni diverse, scatta subito una sintonia, anche per il fatto di essere tutti e nove rifugiati. Parlando di come Dio li ha salvati uno dice: “God is good all the time” (“Dio è buono tutto il tempo”) e spiega che, sia nei momenti di gioia come in quelli difficili, Dio è al nostro fianco ed è buono con noi. 

Grazie Signore, per la fiducia che questi fratelli hanno in te.  Grazie, perché hanno saputo riconoscere che Tu ci sei vicino sempre e che, anche quando le cose non vanno come noi aspettiamo o vogliamo, veramente “You are good all the time” (Tu sei buono in ogni momento – e in ogni situazione).  Aiutami a non avere paura delle difficoltà della vita, perché niente è impossibile per te.  (Come dice la canzone della Hermana Glenda)
Aiutami a ricordare che Tu sei il Signore della storia e che la mia vita è nelle tue mani.