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lunes, 10 de noviembre de 2014

20. "Necesitamos puentes y no muros"

"Necesitamos puentes y no muros"

 Lamentablemente todavía existen muros que dividen nuestro planeta. Por motivos políticos, sociales y religiosos se construyen estructuras (signos externos de los muros que interiormente ya se habían construido para dividir). 



En uno de los cerros de Lima hace unos años se comenzó a construir un muro para dividir una zona rica de una pobre.  En los últimos meses al llegar más pobladores a la zona pobre de "Pamplona Alta" y acercarse siempre más a la zona rica de "Las Casuarinas", la municipalidad decidió ampliar el muro.   (Este video da voz a los que viven del lado pobre). Este otro video hace ver la desigualdad a ambos lados del muro


Hace unos meses cuando aún estaba en Lima  tuve la oportunidad de conocer el “muro de la vergüenza” como le llaman los pobladores de Pamplona Alta.  Me he indignado al ver cómo si había dinero y ladrillos para construir un muro larguísimo pero cientos de familias de estos asentamientos humanos vivían en chozas de estera o de “triplay”.  Tuvimos la oportunidad de ir con los adolescentes del grupo misionero* y con amigos en diversos momentos para conocer y para rezar para que sea haga realidad la Palabra que dice: 

“Pero ahora en Cristo Jesús, vosotros que en otro tiempo estabais lejos, habéis sido hechos cercanos por la sangre de Cristo. Porque él es nuestra paz, que de ambos pueblos hizo uno, derribando el muro de separación, aboliendo en su carne las enemistades, la ley de los mandamientos expresados en ordenanzas,  para crear en sí mismo de los dos un solo y nuevo hombre, haciendo la paz, y mediante la cruz reconciliar con Dios a ambos en un solo cuerpo, matando en ella las enemistades. Y vino y anunció las buenas nuevas de paz a vosotros que estabais lejos, y a los que estaban cerca; porque por medio de él los unos y los otros tenemos entrada por un mismo Espíritu al Padre.” (Efesios 2, 13-18)

Señor, tú eres nuestra Paz.  Mira con bondad la humanidad que has creado a tu imagen y semejanza, mira como nos hemos dividido y creado muros entre nosotros.  Jesús tú has dado la vida para reconciliarnos.  Entra en cada uno de nosotros, abre nuestros corazones, derrumba todo muro de prejuicio, racismo, fundamentalismo e intolerancia que llevamos dentro.  Ayúdanos más bien a construir puentes que unan.  Tú que eres el Camino, muéstranos el sendero para crear una cultura de diálogo y comprensión mutua donde cada persona pueda ser tratada con dignidad no por su bandera o su billetera, no por su credo o su filosofía, sino porque son tus hijos amados.   

Para ver más fotos: 


“Servono ponti, non muri”

Purtroppo ci sono ancora muri che dividono il nostro mondo.  Per motivi politici, sociali e religiosi si costruiscono strutture fisiche per dividere (segni dei muri interiori che si costruiscono ancora prima nel cuore).  Nella frontieratra Spagna (Ceuta-Melilla) e Marruecos, per esempio, si è costruito questo muroper impedire che gli emigranti africani entrino in territorio spagnolo.  Cercando in internet ho trovato informazione e foto su vari muri: http://www.panorama.it/news/marco-ventura-profeta-di-ventura/non-solo-berlino-ecco-tutti-i-muri-del-mondo/ 

In una delle colline di sabbia di Lima, Perú, alcuni anni fa hanno cominciato a costruire un muro per dividere una zona ricca da una povera.  Negli ultimi mesi, sono arrivate più persone in questa zona povera di “Pamplona Alta”, avvicinandosi sempre di più al limite con l’altra municipalità e la zona di “las Casuarinas”. E questi ultimi hanno scelto di ampliare il muro. Questo video fa vedere il muro dall’altra parte- laparte dei poveri.    Quest’altro video fa vedere le diseguaglianza
Anche io ho avuto la possibilità di conoscere questo “muro de la vergüenza” (muro della vergogna) come lo chiamano quelli che abitano nella zona emarginata di Pamplona Alta.  Mi sono indignato vedendo come c’erano dei soldi e dei mattoni per costruire un lungo muro, ma centinaia di famiglie di questi “asentamientos humanos” (baraccopoli) vivono in “chozas” (baracche) di stoia o di “triplay” (compensato).   Con il desiderio di costruire ponti siamo andati con il gruppo missionario di giovanissimi* e con diversi amici per conoscere questa realtà e le persone che abitano lì.  Abbiamo pregato insieme perché si compia la Parola che dice:
“Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.” (Ef. 2, 13-18)

Signore, tu sei la nostra Pace.  Guarda con bontà l’umanità che hai creato a tua immagine e somiglianza, guarda come ci siamo divisi costruendo muri tra di noi.  Gesù, tu hai dato la vita per riconciliarci, entra in ciascuno di noi, apri i nostri cuori, distruggi ogni muro di pregiudizio, razzismo, fondamentalismo e intolleranza che portiamo dentro.  Aiutaci, invece, a costruire ponti che uniscano.  Tu che sei il Cammino, mostraci il sentiero per creare una cultura di dialogo e mutua comprensione dove ogni persona possa vivere con dignità non per la sua bandiera o per il suo “portafolio”, non per il suo credo o il suo colore, ma perché sono i tuoi figli amati. 

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We need bridges, not walls


Remembering the 25th anniversary of the fall of the Berlin Wall, Pope Francis has reminded us that: “where there is a wall there’s a closed heart, we need bridges, not walls.”


Unfortunately, walls that divide our planet still exist. Because of political, social and religious views, structures are built (external signs of walls that we already built internally to divide”.



For example, in the Spain (Ceuta-Melilla) and Morocco frontier, it has been built a wall to prevent African immigrants enter Spanish lands.  



Browsing on the internet, I found information and pictures of various walls:




In one of the hills in Lima, a couple of years ago, a wall began to be built to divide rich zones from poor zones. In the last couple of months, because of the increase in population in the poor zone and getting nearer to the rich zone, the municipality decided to expand the wall.



A couple of months ago, when I was in Lima, I had the opportunity to get to know "el muro de la vergüenza" (“the wall of shame”) as people of Pamplona Alta call it. I felt undignified to see that if there’s enough money and bricks to build a long wall when there’s thousands of families who live in shacks, mat huts or “triplay”. We had the opportunity to go with some adolescents of the missionary group and friends in diverse moments to know and pray so that the Word of God became a reality:



“But now in Christ Jesus you who once were far off have been brought near by the blood of Christ. For he is our peace, who made both one and broke down the wall of separation, having abolished in his flesh the enmity, even the law of commandments contained in ordinances, that in Himself of twain one new man himself, making peace, through the cross to reconcile us both to God in one body, having slain the enmity. He came and preached peace to you who were far off and those who were near; because through him we both have access by one Spirit to the Father. "(Ephesians 2: 13-18)



Lord, you are our peace. Look kindly at humanity that has been created by your own image and likeness, look how we have divided ourselves and created walls between us. Jesus, you gave your life to reconcile us. In every one of us, break down every wall of prejudice, racism, fundamentalism and intolerance that we have inside us. Help us build bridges that unite. You that are the Way, show us the path to create a culture of dialogue and mutual comprehension where every person can be treated with dignity not because of his/her flag or wallet, not because of his/her creed of philosophy, but because they are your beloved children.