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miércoles, 21 de enero de 2015

28. "Un lugar especial..."

(sotto è in italiano)
“¡Queridos emigrantes y refugiados! Ustedes ocupan un lugar especial en el corazón de la Iglesia, y la ayudan a tener un corazón más grande para manifestar su maternidad con la entera familia humana. ¡No pierdan la confianza ni la esperanza!”

Estas son las palabras del Papa Francisco por la Jornada Mundial de los Migrantes y Refugiados que hemos celebrado el 18 de enero de 2015, junto a varios refugiados que se encuentran en el territorio de nuestra diócesis de Chioggia, Italia.

Leyendo las palabras del Papa he recordado tantos hermanos refugiados que hemos conocido en estos meses.  Muchos de ellos no están con nosotros porque han continuado su camino hacia otras naciones, pero permanecen en nuestros corazones.  No son números, son amigos de camino.  Aún si con algunos hemos compartido sólo pocas horas juntos, la profundidad de los encuentros y de los diálogos nos han impactado intensamente.  Tantas veces no teníamos palabras ante sus dramas: una familia que escapaba de la guerra en Siria, los eritreos, entre ellos algunos menores de edad que huían del gobierno autoritario que les obligaba a entrar en el ejército, Mohammed, de Bangladesh, que era explotado en el trabajo, los cristianos perseguidos en la Nigeria... Su sufrimiento es nuestro sufrimiento.

Del miedo inicial, delante a un desconocido que habla un idioma diverso al nuestro, con un color de piel diferente hemos experimentado mutuamente que nuestra humanidad era una sola y que había algo en el otro que me “hablaba” de mis deseos, proyectos y sueños y me revelaba mi identidad más profunda.

Gracias a cada hermano refugiado que me ha ayudado a “ensanchar” mi corazón.

Y en tu corazón hay un lugar para ellos?


28. "Un posto speciale..."

“Cari migranti e rifugiati! Voi avete un posto speciale nel cuore della Chiesa, e la aiutate ad allargare le dimensioni del suo cuore per manifestare la sua maternità verso l’intera famiglia umana. Non perdete la vostra fiducia e la vostra speranza!”   

Queste sono le parole del Papa Francesco per la Giornata Mondiale dei Rifugiati che abbiamo celebrato ieri, 18 gennaio 2015, insieme a vari dei richiedenti asilo politico accolti nel territorio della nostra diocesi.

Leggendo le parole del Papa ho ricordato tanti fratelli rifugiati conosciuti in questi mesi.  Tanti di loro non sono più con noi, perché hanno continuato il loro percorso verso altre nazioni, ma sono rimasti nei nostri cuori.  Non sono numeri, sono amici di cammino.  Anche se con qualcuno abbiamo condiviso solo poche ore insieme, la profondità degli incontri e dei dialoghi ci ha colpito intensamente.  Tante volte non avevamo parole davanti ai loro drammi: una famiglia che scappava della guerra in Siria, gli eritrei, tra loro alcuni minorenne che fuggivano del governo autoritario e del essere costretti ad entrare nell’ esercito, Mohammed, dal Bangladesh che veniva sfruttato nel suo lavoro, i cristiani perseguitati dalla Nigeria...  La loro sofferenza è la nostra sofferenza. 

Dalla paura iniziale, davanti a uno sconosciuto che parla una lingua diversa alla nostra, con un colore di pelle differente, abbiamo sperimentato mutuamente che la nostra umanità era una sola e che c’era qualcosa nell’altro che parlava di me, dei miei desideri, progetti e sogni e mi rivelava la mia identità più profonda.  

Grazie a ogni fratello rifugiato che mi ha aiutato ad allargare le dimensioni del mio cuore.

E nel tuo cuore c’è posto per loro?