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lunes, 27 de abril de 2015

33. "We need the Bible"

(sotto è in italiano)


"Necesitamos la Biblia"

En este tiempo estamos conociendo los refugiados que han llegado a los diversos centros de acogida que se  encuentran en el territorio de nuestra diócesis de Chioggia, Italia.  Varios de ellos, sabiendo que somos misioneros nos han dicho: “I need the Bible” (“Necesito la Biblia”).  Debo confesar que su pedido me ha impactado.  Habría imaginado que me pedirían zapatos, una comida particular, etc., pero no, tantos nos han pedido la Biblia.  Así me han recordad como: “No sólo de pan vivirá el hombre, sino de la palabra que sale de la boca de Dios” (Mt 4,4).  Sin haberse puesto de acuerdo entre ellos, han coincidido en el mismo deseo... eh sí... todos tenemos un corazón “hambriento” de la Palabra.

Una buena cantidad de los hermanos africanos que están pidiendo asilo político son cristianos provenientes, en su mayoría de Nigeria y Ghana.  Ellos hablan inglés, por lo tanto, sin quitarle la importancia al italiano que están aprendiendo para insertarse en la sociedad, y sin quitar la participación en las respectivas parroquias o iglesias locales, estamos ofreciendo a ellos la posibilidad de rezar en un lenguaje conocido. (cf. blog 29 y 30) Algunos han pedido confesarse, otros, no bautizados todavía, han pedido dialogar.  Escuchando sus historias me he quedado sin palabras delante del sufrimiento y las injusticias que han sufrido.  Pero lo que más me ha impactado ha sido contemplar su fe tan sólida, su confianza en Dios.  Nuestros hermanos africanos han leído su historia personal como historia de fe, como peregrinaje en el cual se han sentido siempre acompañados por Dios.  Ahora desean continuar su “viaje”.  Ya han superado la pobreza y la violencia en sus tierras de orígen, han atraversado el desierto del Sahara, han sobrevivido la violencia en Libia, y el viaje en la barca... y ahora que están aquí, en esta nueva etapa nos piden... la Biblia.  No saben como sará su futuro.  No saben si la Comisión que escuchará sus historias les reconocerá como refugiados políticos, pero tienen una cosa muy clara: quieren tener la Palabra de Dios como luz que les guía en cada situación.  Es así que deseamos poder entregarle la Biblia en inglés a cada uno de estos hermanos.

Ayúdanos a ayudar a nuestros hermanos para que tengan la Biblia.... y reza por ellos y con ellos.  Juntos, en la oración todos somos peregrinos, todos estamos en esta tierra en camino...  Ninguno es “extracomunitario” (como algunos llaman a los extranjeros), somos todos hijos del mismo Padre, que con Su Palabra alimenta y anima a seguir adelante como hermanos.

(Hemos pedido a algunos de ellos que expresaran sus desos  a través de este pequeño video:  https://www.youtube.com/watch?v=aEAzgkp7CDg )

"Abbiamo bisogno della Bibbia"
In questo tempo conoscendo i rifugiati arrivati nei diversi centri di accoglienza nel territorio della nostra diocesi di Chioggia, circa 150, siamo stati interrogati dalla richiesta di vari:  “I need the Bible” (Ho bisogno della Bibbia).  Devo confessare che la loro richiesta mi ha colpito.  Avevo pensato che mi avessero chiesto tante altre cose: scarpe, un cibo particolare... ma non, tanti ci hanno chiesto la Bibbia.  E così come mi hanno ricordato che: “Non di solo pane vivrà l'uomo,ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. (Mt 4,4).  Senza mettersi d’accordo tra di loro hanno coinciso nello stesso desiderio, perché tutti abbiamo un cuore “affamato” dalla Parola.

Tanti dei richiedenti asilo politico arrivati in questi mesi sono cristiani, provenienti sopratutto dalla Nigeria e dal Ghana.  Loro parlano inglese, quindi, senza togliere l’importanza dell’italiano che stanno studiando, e la loro partecipazione nelle chiese locali, stiamo offrendo loro la possibilità di pregare nella loro lingua (cf. blog 29 e 30).  Alcuni hanno chiesto di poter confessarsi, qualcun altro di dialogare perché non è ancora battezzato. Ascoltando le loro storie sono rimasto senza parole davanti a così grandi sofferenze ed ingiustizie che hanno sofferto. Ma sono rimasto ancora più stupido contemplando la loro fede, la loro fiducia in Dio.  I nostri fratelli africani hanno letto la loro storia personale come storia di fede, come pellegrinaggio nel quale se sono sentiti sempre accompagnati da Dio.  Adesso vogliono continuare il loro “viaggio”.  Hanno già superato la povertà e la violenza nelle loro terre, hanno attraversato il deserto del Sahara, hanno sopravvissuto la violenza in Libia e il viaggio sul barcone... e adesso che sono qui, in questa nuova tappa ci chiedono... la Bibbia.  Non sanno come sarà il loro futuro.  Non sanno se la Commissione li riconoscerà come rifugiati politici, ma hanno una cosa molto chiara: vogliono avere la Parola di Dio come luce che li guida in ogni situazione.  E così che desideriamo poter consegnare la Bibbia in inglese ad ognuno di questi fratelli. 


Aiutaci ad aiutare i nostri fratelli ad avere la Bibbia... e perché no... vieni anche tu a pregare insieme loro, penso che, come me, ti renderai conto che tutti siamo pellegrini, tutti siamo in cammino su questa terra.  Nessuno è “extracomunitario”, siamo tutti figli dello stesso Padre, che con la Sua Parola ci alimenta e ci incoraggia ad andare avanti come fratelli.

(Abbiamo chiesto qualcuni di loro di esprimere i loro desideri in un piccolo video... clicca qui per guardarlo: https://www.youtube.com/watch?v=aEAzgkp7CDg )