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miércoles, 26 de agosto de 2015

40. Juventus vs. Barcelona

(abajo está en español) 

"Un po' più fratelli"

Non è la finale dalla Champions League, è una delle partite del Torneo di Calcio che abbiamo organizzato trai i rifugiati dei 6 centri di accoglienza presenti nella diocesi di Chioggia. 
I giovani ospitati a Loreo, Chioggia, Sottomarina, Porto Viro, Sant’Anna e Villaregia hanno scelto il nome della loro squadra, erano 10 in totale. Durante 2 settimane hanno giocato a Villaregia e alla Navicella, Sottomarina.  La finale è stata il 31 luglio, dopo la quale abbiamo fatto la premiazione, nella quale ogni squadra ha ricevuto come dono la loro foto come ricordo;  4°, 3° e 2° posto hanno vinto una palla e 1° ha vinto delle medaglie. L’attività è conclusa con cena e festa con musica delle diverse nazioni di provenienza.  È stato bello vedere la nostra casa “invasa” da più di un centinaio di rifugiati ed altri amici che sono venuti per fare tifo e fare famiglia insieme.

Francesco ha condiviso l’esperienza vissuta:
“ L’esperienza come arbitro al torneo di calcio è stata senza dubbio una bella occasione per vivere dei momenti di prossimità con i ragazzi accolti nelle strutture della diocesi, attraverso il linguaggio dello sport, che sa unire in maniera eccezionale al di là delle barriere. Gli incontri si sono disputati in un clima di profondo rispetto, pur nell’agonismo che condisce naturalmente questo genere di eventi. Le squadre si sono combattute lealmente, dando luogo a delle sfide serrate, ma sostanzialmente corrette. Gli aspetti positivi sono stati molteplici, in particolare ne vorrei sottolineare un paio. Innanzitutto, i ragazzi hanno affrontato il torneo seriamente, dai primi agli ultimi, rispettandone le regole, ed accettando con molto spirito sportivo le vittorie e le sconfitte. Va da sé che lo sport insegna ad accettare senza drammi né esaltazioni anche i risultati della propria vita “reale”, che possono arrivare o no nonostante l’impegno profuso, ma forse nel caso dei nostri ragazzi vale anche il concetto contrario, ovvero le sfide della vita hanno insegnato loro come affrontare lo sport. Inoltre, mi sembra si sia vissuto molto il concetto di squadra: ho visto gli sforzi di organizzazione delle varie squadre, che hanno provato a unirsi per superare le difficoltà, mentre gli individualismi, così generalmente cari al calcio africano, hanno trovato poco spazio, anche per via degli spazi stretti che prevede il calcio a 8, che non permettevano ai giocatori più dotati fisicamente e atleticamente di esibire uno strapotere; al contrario, per le squadre che sono arrivate in fondo, sono state fondamentali la compattezza di squadra e l’intelligenza calcistica, valori che anche in questo caso possono essere traslati facilmente agli aspetti della vita quotidiana e professionale. Alla fine del torneo ho visto felici sia i ragazzi che hanno giocato che gli operatori e i volontari che hanno lavorato: un chiaro segno che iniziative come questa vanno verso la giusta direzione, aiutano la conoscenza e ci fanno sentire tutti un po’ più fratelli.”

 Ringraziamo gli arbitri, gli autisti, chi ha segnato il campo, in somma, tutti i volontari che hanno fatto possibile questa esperienza di divertimento, amicizia e integrazione.

Guarda l’articolo e le foto sul sito della cmv:





"Un poco más hermanos"

No es la final de la “Champions League”, es uno de los partidos del Torneo de fútbol que hemos organizado entre los refugiados de los 6 centros de acogida presentes en el territorio de nuestra diócesis de Chioggia.  Los jóvenes se han organizado en 10 equipos, eligiendo su nombre, entre los cuales Juventus y Barcelona.  Durante 2 semanas han jugado hasta que se llegó a la final el 31 de julio.  Luego del partido se hicieron las premiaciones, en la que cada equipo recibió como regalo su foto; el 4°, 3° y 2° lugar han ganado una pelota de fútbol y el primer lugar las medallas.  La actividad concluyó con cena y fiesta con la música de los diferentes países de origen.  Ha sido bello ver nuestra casa “invadida” de más de 100 refugiados y otros amigos que se hicieron presentes para ver el partido y “hacer familia” junto a estos hermanos.

Francesco, quien nos ayudó como arbitro nos comparte: "Al final del torneo he visto contentos a los jóvenes que han jugado, a los organizadores y a los voluntarios: un signo claro de como iniciativas como esta van en la dirección correcta, ayudan a  y nos hacen sentir a todos un poco más hermanos." 

Agradecemos a todos los voluntarios que hicieron posible esta experiencia de diversión, amistad e integración.

Para ver más fotos: