Translate

lunes, 26 de septiembre de 2016

"Nostalgia de misión"


La maglietta missionaria
(Ricordi della missione: dalla nostalgia alla passione)

In questo tempo abbiamo messo a disposizione un'altra struttura per poter accogliere dei rifugiati.  Ai 10 fratelli africani che stiamo accogliendo da due anni si aggiungono altri quatordici che saranno accompagnati da una cooperativa che gli "accompagnerà". è  così che sono arrivati 14 giovani dall’Eritrea,  sbarcati poche ore prima nelle coste italiane. Prepariamo la casa, gli diamo da mangiare, (leggi la storia). Mentre gli accompagno e gli faccio vedere la casa dove vivranno nei prossimi mesi altri missionari cercano magliette e pantaloni per loro, il primo cambio da consegnare subito così si possono fare la doccia, e domani con più calma gli consegniamo altri abiti.  Mentre distribuisco quello che hanno portato i missionari mi trovo con una grande sorpresa! tra le magliette da consegnare trovo una mia maglietta, e non solo, una maglietta MOLTO cara a me. Era stata un dono della cappella di Cruz della Solidarietà (la cappella dove ho vissuto e lavorato sei anni a Lima), era stata consegnata proprio nella messa di invio e saluto.   Hanno stampato questa maglietta con l’immagine della cappella davanti e i nomi di tutti i gruppi della cappella dietro.
 In quel istante, guardando la maglietta mi sono venuti tanti ricordi in mente.(Ho ricordato i giovani e la loro gioia, gli ammalati e la loro preghiera fiduciosa, le messe celebrate insieme, le attività... mi sono ricordato della cappella e delle persone che con grande fede si recavano a "Cruz" per pregare insieme... Tanti nomi, tanti volti, tanto amore condiviso..)  Ho messo la maglietta da parte vedendo se c’erano abbastanza senza dover consegnare quella.  Alla fine c’erano magliette in più, quindi ciascuno ha ricevuto la propria maglietta e quello che era in più l’ho riportato a casa.  Tornato al centro missionario spiego lo accaduto e quando apro la borsa con gli abiti “avanzati” per fare vedere agli altri la famosa maglietta, non la trovo e ho pensato: "Sicuramente l'ho dimenticato di là, domani mattina andrò a prender.  Il giorno dopo vado alla casa dove stiamo accogliendo i rifugiati e... sorpresa!!  Non trovo nessuno..  sono andati via! (Di fatto tanti dei richiedenti asilo provenienti dalla Eritrea "scappano" subito per continuare il loro viaggio verso altre nazioni.)

E la maglietta? Non l'ho trovata  È stata un’esperienza intensa per me.  In quel famoso istante mi sono sentito diviso davanti al ricordo del passato e l’urgenza del presente. Da una parte quella maglietta era segno dell’amore di un popolo, di ogni persona conosciuta ed amata, di un amore che non volevo tradire, da un'altra lo sguardo in attesa di un giovane che non ha nient’altro che quello che ha addosso, come non condividere? Sento che il Signore mi ha messo davanti la mia vita e mi ha detto:

“Non piangere di nostalgia… quella maglietta, così come tutto quello che hai vissuto nel Perù non è una reliquia da tenere gelosamente per te, per ricordarti come era la missione, ma un tesoro da condividere, un pozzo di acqua di misericordia dal quale attingere ”
Ho capito che amare con tutto il cuore questi nuovi fratelli africani non era un tradimento agli amici peruviani, anzi era una fedeltà profonda e radicale di un amore vero che proprio come segno di veracità è aperto e condiviso.
Ho capito che l’amore, l’affetto e la vicinanza che ho ricevuto da voi  (cari fratelli di Cruz e cari fratelli peruviani) adesso Dio mi invita a condividerlo. C’è un’umanità in cammino affaticata dal lungo e duro viaggio. Un giovane eritreo si ha portato via la maglietta di Cruz nel suo pellegrinaggio. Adesso l’amore della cappella Cruz della Solidarietà riscalda il corpo di un rifugiato in cammino e testimonia l’amore missionario oltre le frontiere.  Chissà dove sarà adesso quel giovane (e quindi anche quella maglietta). Qualcuno di loro voleva andare in Germania, qualcun altro in Inghilterra,… Non so dove si trova adesso, ma sono sicuro che lui non è solo, che oltre Dio, nostro compagno di strada, va accompagnato dal popolo peruviano che attraverso questa “maglietta missionaria” lo sostiene con la loro preghiera e affetto, come ha fatto con me.

*Le foto sono della Messa di saluto nella Cappella di Cruz (20 aprile 2014)

La camisa misionera
(Recuerdos de la misión: de la nostalgia a la pasión)
Hace unas semanas hemos puesto a disposición otra estructura de nuestra comunidad para acoger refugiados.  A los 10 jóvenes que ya estamos recibiendo desde hace 2 años, se añaden otros 14 que serán acogidos por una cooperativa que se encargará de ellos.  Así llegaron 14 jóvenes de Eritrea, que acababan de desembarcar en el sur de Italia luego de atravesar el Mar Mediterráneo.  Preparamos la casa, le damos algo de comer... Mientras les enseño la casa donde vivirán otros misioneros preparan el primer cambio de ropa para darles, así se pueden bañar y descansar hasta el próximo día cuando con más calma le prepararemos otros vestidos.  Cuando les entrego estas prendas de ropa me encuentro con una gran sorpresa, había una camisa mía, y no solo, era una camisa MUY especial para mí.  La gente de la capilla Cruz de la Solidaridad (la capilla donde viví y trabajé seis años en la periferia de Lima), me había regalado esa camisa en la misa de envío y despedida.  Habían “creado” esta camisa para la ocasión: la foto de la capilla adelante y en la parte de atrás todos los nombres de los diferentes grupos pastorales.
En ese momento, mirando la camisa, me vinieron a la mente tantos recuerdos! Puse la camisa a un lado para ver si tenía suficientes para cada uno sin tener que dar la mía. Al final cada uno tenía su camisa y “sobraban” algunas que metí en una bolsa para llevar a la casa.  Cuando regresé al centro misionero, le expliqué lo que me había pasado a los misioneros.  Cuando abro la bolsa no encuentro la camisa y pensé: "Seguramente se me quedo allá, mañana por la mañana la busco con calma.”
El día después voy a la casa donde están acogiendo los refugiados y... sorpresa..! No veo a nadie... ¡Todos han escapado! (De hecho hay muchos refugiados, sobre todo los que vienen de Eritrea y Siria que no desean permanecer en Italia y normalmente “abandonan” los centros de acogida para continuar su viaje hacia otras naciones europeas.) ¿Y la camisa??... No apareció por ninguna parte. Todo esto fue una experiencia muy intensa para mí. En ese famoso “instante” (cuando tenía que decidir si desprenderme de mi camisa o no)  me sentí dividido ante el recuerdo del pasado y la urgencia del presente.  De una parte, esa camisa era signo del amor de un pueblo, de cada persona conocida y amada, de un amor que no quería traicionar, de otra parte la mirada penetrante de un joven eritreo que no tenía absolutamente nada, solo la ropa que tenía puesta! ¿Como no compartir?! Siento que el Señor me ha puesto delante de mí mi vida y me ha dicho con fuerza:  “No llores de nostalgia... esa camisa, así como todo lo que has vivido en el Perú no es una reliquia para “atesorar” escondiéndola con celos para recordarte como era la misión. Esa camisa y la experiencia vivida son un tesoro para compartir, como un pozo de agua fresca de misericordia del cual se puede beber. (Un pozo de agua no existe para sí mismo, sino para dar de beber, sino da de beber no tiene sentido su existencia.)
He comprendido que amar con todo el corazón estos nuevos hermanos africanos no es una “traición” a los amigos peruanos, todo lo contrario, es una fidelidad profunda y radical de un amor verdadero que justo como signo de veracidad es abierto y compartido.

Queridos hermanos de Cruz, y queridos hermanos peruanos, he comprendido que el amor, el afecto y la cercanía que he recibido de ustedes, ahora Dios me invita a compartirlo. Hay una humanidad en camino con sed por un largo y duro viaje.  Un joven eritreo se ha llevado la camisa de Cruz en su peregrinaje.  Ahora el amor de la capilla de Cruz de la Solidaridad cubre y da calor al cuerpo de un refugiado en camino y es testimonio del amor misionero más allá de las fronteras.  ¿Quién sabe dónde estará ahora ese joven Eritreo (y la famosa camisa)? Algunos de ellos querían ir a Alemania, otros a Inglaterra...  No se donde se encuentra, pero estoy seguro que no está solo, junto a él está Dios, nuestro compañero fiel de camino, pero también va acompañado del pueblo peruano que a través de esta “camisa misionera” lo sostiene con sus oraciones y su afecto, como lo ha hecho conmigo.



PD. Las fotos son de la misa de saludo en la capilla de Cruz, con la “camisa misionera”. Domingo 20 de abril de 2014.